Verso una riabilitazione basata sulle evidenze.
Osteoporosi: come valutare il rischio di fratture da fragilitĂ 
01 . 10 . 2012

(Tratto da Evidence)

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da riduzione della massa ossea e deterioramento strutturale del tessuto osseo, con aumento della predisposizione alle fratture, in particolare quelle derivanti da forze meccaniche che normalmente non darebbero luogo a fratture, note come fratture da fragilità. L’incidenza dell’osteoporosi aumenta notevolmente con l’età: in particolare nelle donne aumenta dal 2% all’età di 50 anni, sino ad oltre il 25% a 80 anni. Il rischio di fratture aumenta anche per altri fattori quali lo stile di vita, alcune terapie farmacologiche, l’anamnesi familiare e altre condizioni causa di osteoporosi secondaria (box 1).
L’identificazione dei soggetti a elevato rischio di frattura da fragilità non è semplice, sia per la variabile disponibilità della densitometria ossea, sia perché questa indagine da sola non costituisce l’approccio migliore per identificare i soggetti a rischio. Infatti, la maggior parte delle fratture da fragilità si verificano in soggetti non affetti da osteoporosi che, in assenza di un’adeguata valutazione del rischio che include fattori clinici, non riceverebbero alcun trattamento preventivo. Per questo è fondamentale utilizzare strumenti validati per valutare il rischio di fratture da fragilità.
Questo primo articolo della sezione Best Practice, sintetizza la linea guida pubblicata (1) dal National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) il 6 agosto 2012. Le raccomandazioni del NICE sono basate su una revisione sistematica delle migliori evidenze disponibili e sull’esplicita considerazione della costo-efficacia degli interventi sanitari. Quando le evidenze solo limitate, il gruppo che ha prodotto la linea guida - Guidelines Development Group (GDG) - ha basato le raccomandazioni sulla propria esperienza e sulle norme di buona pratica clinica. I livelli di evidenza delle raccomandazioni cliniche sono indicati in corsivo tra parentesi quadre.
1. In quali pazienti effettuare una valutazione del rischio di fratture da fragilitĂ ?
Prendere in considerazione la valutazione del rischio di frattura in: 
Tutte le donne di età ≥65 anni e negli uomini di età ≥75 anni. [Raccomandazione basata su studi osservazionali di qualità medio-bassa condotti su un elevato numero di pazienti]
Donne di età compresa tra i 50 e i 65 anni e uomini di età compresa tra i 50 e i 75 anni con fattori di rischio quali precedenti fratture da fragilità, storia di cadute, utilizzo attuale o recente di steroidi orali o sistemici, altre cause di osteoporosi secondaria (box 1), fumo, assunzione di alcool (> 14 unità/settimana per le donne e > 21 unità/settimana per gli uomini), storia familiare di frattura dell’anca, indice di massa corporea < 18,5. [Raccomandazione basata su studi osservazionali di qualità medio-bassa condotti su un elevato numero di pazienti e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
Nei soggetti di età inferiore a 50 anni a basso rischio di frattura non occorre valutare routinariamente il loro rischio di frattura, tranne se esistono fattori di rischio maggiori quali utilizzo corrente o recente di steroidi orali o sistemici, menopausa precoce non trattata, pregresse fratture da fragilità. [Raccomandazione basata sull’esperienza e l’opinione del GDG]...

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08 . 03 . 2016