Verso una riabilitazione basata sulle evidenze.
Un innovatore delle politiche della ricerca clinica nel sistema sanitario nazionale
03 . 02 . 2012

(Tratto da Italian Cochrane Centre)


Il Prof. Alessandro Liberati, il 1 gennaio 2012, è mancato all’età di 57 anni. Otto anni fa dei colleghi gli diagnosticarono un mieloma multiplo che lentamente ha consumato il suo midollo osseo. Alessandro da alcuni mesi aveva iniziato a raccontare pubblicamente la sua esperienza di malattia. Lo faceva regolarmente attraverso un blog che aggiornava quando era a casa o all’ospedale. I suoi racconti creavano un affabile contrasto tra la drammaticità della malattia e la sua elegante ironia, presente fin dal titolo del suo blog: “Abbasso gli smidollati.”

I messaggi che scriveva non riflettevano soltanto le incertezze associate alla sua malattia, o le lacune dell’assistenza che la sua sensibilità acutizzata dal suo essere medico e allo stesso tempo paziente gli consentiva di individuare. I suoi commenti evidenziano molto bene la straordinaria capacità che aveva di analizzare i problemi nella loro complessità e interezza, e,che lo portava a sostenere che per migliorare il sistema ricerca fosse necessario puntare sull’integrazione e la collaborazione delle diverse figure che lo caratterizzavano, ovvero i ricercatori, le aziende farmaceutiche, il sistema sanitario, le università, e i pazienti. Lavorando sodo. Tutti insieme. Anche da malati.

Sviluppare una ricerca indipendente accanto alla piĂą consolidata ricerca commerciale, inquadrare i quesiti che piĂą contano per i pazienti, sviluppare studi testa a testa tra farmaci e valutare le evidenze nella loro complessitĂ , sono state le tematiche che da sempre hanno caratterizzato il pensiero di Alessandro. La sua profonda riflessione su questi argomenti gli ha permesso di superare la semplice constatazione della rilevanza della ricerca scientifica, delle sua ricadute nella pratica clinica e del pericolo di autoreferenzialitĂ , e lo ha condotto verso una elaborazione piĂą articolata del concetto di ricerca come strumento di politica sanitaria, argomento etico e filosofico.

Approdò alla ricerca in modo quasi casuale. Poco più che ventenne prestò servizio civile come obiettore di coscienza presso l’Istituto Mario Negri di Milano. I rapporti professionali e personali con Silvio Garattini, Thomas Chalmers e Iain Chalmers l’hanno sempre più avvicinato al modello culturale conosciuto con l’acronimo EBM (Evidence Based Medicine) di cui è stato poi nel tempo un grandissimo interprete e fautore. Ha partecipato alla fondazione della Cochrane Collaboration internazionale e del Centro Cochrane Italiano, di cui è stato direttore. Ha contribuito a sviluppare...


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08 . 03 . 2016