Verso una riabilitazione basata sulle evidenze.
Amici di Facebook e Twitter
04 . 08 . 2011

(tratto da Il Pensiero Scientifico Editore)



Eugenio Santoro, Laboratorio di Informatica Medica, Dipartimento di Epidemiologia, Istituto “Mario Negri” di Milano, autore di "Facebook, Twitter e la medicina"


I medici possono sfruttare Facebook e Twitter come strumenti per il proprio lavoro?

Possono e anzi devono sfruttarli, considerato che oggi gran parte della informazione scientifica viaggia anche attraverso i social media. Basti pensare che le principali riviste di medicina, da Lancet al NEJM, hanno incominciato ad utilizzare Facebook e Twitter per distribuire i propri contenuti; lo stesso si può dire delle societĂ  scientifiche e delle istituzioni come i CDCs di Atlanta. Anche in Italia le Istituzioni nazionali stanno incominciando ad utilizzare questi canali di comunicazione. Facebook e Twitter saranno quindi sempre piĂą utilizzati dalla classe medica perchĂ© molta informazione, soprattutto quella rivolta al loro aggiornamento professionale,  giĂ  oggi viaggia attraverso questi canali.


Perché si sceglie di fare viaggiare l’informazione sui social media?

Chi produce informazione (documenti testuali, immagini, filmati, diapositive, file audio, ecc.) ha interesse a farla viaggiare sui social media  perchĂ© attraverso questi canali possono raggiungere potenzialmente un gran numero di utenti (Facebook conta 500 milioni, dei quali 21 in Italia); infatti possono contare sulle potenzialitĂ  aggregative di questi strumenti perchĂ© il profilo di un utente su Facebook come su Twitter può essere condiviso da tutti gli amici in comune.  Nulla di diverso dal tradizionale “passa parola” che però qui è reso automatico grazie alla rete di amicizie attivate da ciascun utente di Facebook e Twitter. 

A ciò si può aggiungere il fatto che i social media sono anche dei social network e come tali permettono di stimolare dibattiti e discussioni attorno a specifici argomenti.


In medicina si fa sempre un bilancio tra i rischi e benefici. Qual è il bilancio per questi social media?

Iniziamo con i benefici. Tra questi metterei la possibilitĂ  da parte di un medico di ricevere tempestivamente le informazioni relative al proprio aggiornamento professionale semplicemente “seguendo” i canali aperti su Facebook e su Twitter dalle fonti alle quali egli abitualmente si rivolge. A ciò aggiungerei la possibilitĂ  di condividere l’informazione con i colleghi che si interessano della stessa tematica o addirittura di partecipare alle discussione che possono essere generate direttamente sui canali Facebook o Twitter attivati dalle varie fonti di informazione. Non è affatto raro, a questo proposito, assistere sui canali di social media delle riviste mediche alla discussione sulle implicazioni  nella pratica clinica dell’ultimo studio clinico pubblicato, o  partecipare sui canali di una societĂ  scientifica  al dibattito attorno alle relazioni presentate  durante il congresso annuale.


I rischi?

Gli aspetti negativi sono legati al fatto che se non si utilizzano fonti accreditate si rischia di raccogliere informazioni non attendibili. Un altro aspetto negativo riguarda la gestione della privacy. Se l’utente non segue correttamente tutte le regole per la tutela della privacy, contenuti che transitano sulla sua bacheca di Facebook possono essere visti anche da persone alle quali non vorrebbe renderle disponibili.


I social network quali strumenti per relazionarsi con i propri colleghi. E per quanto riguarda la relazione con i pazienti?

Questa è un’area...


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L’obiettivo è d’imparare a leggere la letteratura internazionale per l’aggiornamento professionale.

08 . 03 . 2016