Verso una riabilitazione basata sulle evidenze.
Decisioni condivise: un lusso?
08 . 01 . 2014


Non bisogna presumere che determinati gruppi di pazienti non vogliano o non possano partecipare in modo attivo alle decisioni sulla loro assistenza.
"L’assunto che alcune persone non siano in grado o non vogliano partecipare alle decisioni sulla propria salute non è sostenuto dalle evidenze ed è contrario agli attuali modelli di assistenza", secondo Mary Politi della Washington University, in un articolo pubblicato sul BMJ.
Scarsa alfabetizzazione ed età anziana delle/dei pazienti possono indurre il personale sanitario a ipotizzare uno scarso interesse per il coinvolgimento nelle decisioni. È vero che molte persone vogliono che sia il medico a prendere la decisione finale: desiderano tuttavia che per tali decisioni si tenga conto delle proprie preferenze. Il processo della condivisione delle decisioni comporta l’informazione sulle opzioni, il coinvolgimento in una discussione, la registrazione delle preferenze.
“Decisioni mediche condivise possono migliorare la consapevolezza del paziente, diminuire il conflitto decisionale, aumentare il coinvolgimento dei pazienti nelle discussioni, aiutarli ad avere...

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L’informazione migliora l’appropriatezza

Una serie di articoli sul JAMA Internal Medicine indaga sulle molteplici cause che portano a un uso inappropriato delle risorse in sanità.

Un ruolo chiave è giocato dall’informazione, da quello che si sa e non si sa, si dice e non si dice, sia da parte del personale medico, sia sul fronte dei pazienti.

Per esempio: più i pazienti sono informati su rischi e benefici dell’angioplastica in caso di angina stabile, minori sono le probabilità che accettino di sottoporsi all’intervento. Tuttavia, come evidenzia ...


18 . 12 . 2015