Verso una riabilitazione basata sulle evidenze.
Sapere di non sapere e non sapere di non sapere
04 . 10 . 2013


Un gioco di parole per descrivere due atteggiamenti mentali che possono determinare il successo o l'insuccesso di un processo diagnostico. Gurpreet Dhaliwal è stato invitato dal JAMA Internal Medicine a commentare due articoli sugli ostacoli che rendono difficile trovare risposte a quesiti clinici in presenza della persona malata (Cook et al) e sull'accuratezza diagnostica in casi più o meno complessi (Meyer et al). La riflessione di Dhaliwal, un virtuoso della diagnosi e autore di numerosi articoli sull'argomento, parte dalla considerazione che la principale spinta al "lifelong learning" è la risoluzione dei problemi clinici dei pazienti. L'occasione ideale per accumulare esperienza e conoscenza è l'incontro clinico e la ricerca di risposte ai quesiti mano a mano che si presentano (point-of-care learning). I principali ostacoli alla possibilità di sfruttare tale occasione sono la mancanza di tempo e la complessità dei casi. La priorità: l'efficienza della risorsa. E cioè l'informazione più affidabile e appropriata, formulata in modo sintetico e reperibile nel minor tempo possibile: caratteristiche spesso in conflitto. Ma qual è l'accuratezza diagnostica nei casi più complessi? Non particolarmente elevata, secondo la ricerca pubblicata sul JAMA Internal Medicine (Meyer et al). In un totale di 118 medici di medicina interna statunitensi, il 55% è riuscito a formulare una diagnosi corretta per due casi clinici abbastanza semplici e il 6% per due casi più difficili. Da sottolineare che la sicurezza dei medici nella propria accuratezza diagnostica differiva di poco rispetto alla complessità dei casi (in una scala da 0 a 10 è stata rilevata una sicurezza di 7,2 per i casi più semplici e di 6,4 per i casi più difficili). In termini più espliciti: nei casi difficili la maggior parte dei medici formulava una diagnosi sbagliata...

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In Rilievo


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L’informazione migliora l’appropriatezza

Una serie di articoli sul JAMA Internal Medicine indaga sulle molteplici cause che portano a un uso inappropriato delle risorse in sanità.

Un ruolo chiave è giocato dall’informazione, da quello che si sa e non si sa, si dice e non si dice, sia da parte del personale medico, sia sul fronte dei pazienti.

Per esempio: più i pazienti sono informati su rischi e benefici dell’angioplastica in caso di angina stabile, minori sono le probabilità che accettino di sottoporsi all’intervento. Tuttavia, come evidenzia ...


18 . 12 . 2015