Verso una riabilitazione basata sulle evidenze.
Traumi da record
09 . 08 . 2012

(Tratto da Il Pensiero Scientifico Editore)


Delle Olimpiadi di Pechino del 2008 è possibile avere tutti i dati grazie a un sistema di sorveglianza coordinato dal Comitato Olimpico Internazionale con la collaborazione dei comitati nazionali e delle federazioni sportive internazionali. L'osservazione e raccolta dei dati è proseguita durante le olimpiadi invernali di Vancouver e continuerà a Londra: rispetto ai giochi di Pechino, in queste ultime manifestazioni sono registrati, oltre ai traumi, anche le malattie.

I giochi olimpici rappresentano un laboratorio perfetto: un grande numero di partecipanti (quasi undicimila a Londra e altrettanti a Pechino, circa 2500 a Vancouver), in un periodo ristretto di tempo, in condizioni omogenee, con telecamere costantemente accese.

Alcuni dei dati emersi.

Il meccanismo più comune: più di un terzo dei traumi è dovuto a contatti (anzi, scontri) con altri atleti.

Gli sport più rischiosi: calcio, taekwondo, hockey su prato, pallamano, sollevamento pesi. Tra gli sport invernali: hockey su ghiaccio, snowboard cross, aerials, ski cross, bob.

Il luogo più sicuro: l'acqua. Gli sport...


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L’informazione migliora l’appropriatezza

Una serie di articoli sul JAMA Internal Medicine indaga sulle molteplici cause che portano a un uso inappropriato delle risorse in sanità.

Un ruolo chiave è giocato dall’informazione, da quello che si sa e non si sa, si dice e non si dice, sia da parte del personale medico, sia sul fronte dei pazienti.

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18 . 12 . 2015