Verso una riabilitazione basata sulle evidenze.
Esperti? No grazie
07 . 06 . 2011

Pare che la maggioranza degli oncologi, se si ammalasse di cancro, non si farebbe curare dai colleghi più famosi. E dopo aver visto i dati al congresso ANMCO di Firenze, è probabile che anche qualche cardiologo infartuato cerchi di dirottare l’ambulanza verso un’unità coronarica meno prestigiosa, ma con risultati più rassicuranti. 

Tira una brutta aria per gli esperti, ed era ora. L’anno scorso, il libro di David Freedman, Wrong, ha scatenato molte discussioni ma era soprattutto un libro sugli errori. "Experts are helpful except when they’re wrong. The problem is, people tend to believe experts even if they are wrong". Così Guy Kawasaki, ma i problemi, con gli "esperti", non nascono quando sbagliano ma quando barano. E accade spesso. 

Come difendersi? Usare particolare cautela quando il consiglio di un esperto... 

• promuove un’innovazione 
• è troppo bello per essere vero 
• attira l’attenzione della gente 
• proviene da una fonte di prestigio 
• esce su un giornale accreditato 
• è supportato da qualcuno che potrebbe avere vantaggi se la gente ci credesse. 

Per arrivare a dieci (aridaje coi decaloghi), è bene non fidarsi quando...


(...)

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L’informazione migliora l’appropriatezza

Una serie di articoli sul JAMA Internal Medicine indaga sulle molteplici cause che portano a un uso inappropriato delle risorse in sanità.

Un ruolo chiave è giocato dall’informazione, da quello che si sa e non si sa, si dice e non si dice, sia da parte del personale medico, sia sul fronte dei pazienti.

Per esempio: più i pazienti sono informati su rischi e benefici dell’angioplastica in caso di angina stabile, minori sono le probabilità che accettino di sottoporsi all’intervento. Tuttavia, come evidenzia ...


18 . 12 . 2015